I presìdi sostengono le piccole produzioni eccellenti che rischiano di scomparire, valorizzano territori, recuperano mestieri e tecniche di lavorazione tradizionali, salvando dall’estinzione razze autoctone e antiche varietà di ortaggi, frutta e formaggi di cui, a causa della standardizzazione dell’industria alimentare, si stava perdendo la memoria. L’associazione Slow Food, grazie all’impegno di coltivatori, allevatori e artigiani che credono a questo progetto, coadiuva la “rinascita” di queste coltivazioni, salvando dall’estinzione veri e propri “esemplari” della nostra cultura enogastronomica. Oggi, in Italia, i presìdi sono circa 200 e tutelano i prodotti più diversi: dalla vacca Burlina, al pane di patate della Garfagnana, dal cardo gobbo di Nizza Monferrato alla toma di Gressoney.
Appagare i propri sensi sapendo di operare, attraverso un gesto semplice come il nutrirsi, in favore della salvaguardia delle produzioni tradizionali e della biodiversità, difendendo chi produce nel rispetto della qualità, grazie ad un’agricoltura che non avvelena il pianeta. |